Biografia
Nicola Iosca nasce a Stigliano (MT) il 18 Settembre del 1944.
Si trasferisce in America dove rimane dal 1961 al 1979.
Per tre anni segue i corsi di disegno e pittura presso la prestigiosa “National Academy School of Fine Arts” di New York, dove ha la fortuna di avere per suo maestro il noto artista russo-americano Raymond Breinin; con lui studia disegno, anatomia e pittura.
Frequenta per altri tre anni il “Westchester Community College” di Valhalla, N.Y. studiando storia dell'arte, disegno e scultura.
Partecipa a numerose mostre e restaura quadri; in alcune chiese fa il decoratore, nonché il pittore.
Riceve richiesta di quadri da parte di vari committenti e dipinge anche per gallerie.
Ritornato in Italia fissa la sua dimora a Vitulazio in provincia di Caserta dove continua a vivere instancabilmente la vita dell'artista, ricevendo innumerevoli riconoscimenti ed affermazioni in Campania ed in altre parti d'Italia.
Ha esposto i suoi quadri a: New York, Valhalla (U.S.A.), Mount Vernon (U.S.A.), Manciano (GR), “Galleria Pan” a Genazzano (RM), Roma, Napoli, Stigliano (MT), Vitulazio (CE), Aliano (MT) Pinacoteca Carlo Levi, Sanremo (IM) Teatro Ariston, Museo Campano Provinciale di Capua (CE), Biennale di Casagiove (CE) e in altre gallerie.
Le sue opere sono presenti nel catalogo del “CAI” 2025 ( Catalogo Artisti Italiani).
A Stigliano si possono ammirare i dipinti di “Sant’Antonio” nella chiesa di S. Antonio, nella chiesa dell'assunta “ l’Assunzione di Maria”, di “Salvo D’Acquisto” nella locale caserma dei Carabinieri, ad Aliano, nella chiesa di San Luigi Gonzaga I dipinti della “Madonna di Viggiano” e di “San Luigi” e a Vitulazio il dipinto di “Maria S.S. dell’Agnena”.
Nelle sue opere, al di là dei soggetti e degli oggetti rappresentati, risaltano e acquistano una particolare rilevanza le opzioni stilistiche, vale a dire le dinamiche delle forme, la cura maniacale dei dettagli, l’armonia, la luminosità, ovverosia tutti i valori formali, che segnano in maniera inconfondibile una raffinata personalità artistica e danno alla sua pittura l’impronta di una serena e composta classicità.
La figurazione di Iosca non è mai semplice riproduzione del reale, né sterile esercizio di abilità tecnica: è piuttosto il racconto di un’epoca appena trascorsa, di un mondo fatto di silenzi, di gesti misurati e di relazioni autentiche, che rischia di essere fagocitato dalle derive più radicali e disgreganti dell’arte contemporanea. Nei suoi dipinti si avverte una costante tensione lirica che affiora nei volti assorti, nei gesti sospesi nel tempo, nella luce che accarezza le superfici pittoriche con una delicatezza quasi sacrale. È una pittura che parla piano, senza alzare la voce, ma con una fermezza interiore che resiste alla frammentazione del presente, opponendo ad essa una visione unitaria, armonica e profondamente umana.